January 16, 2013

Arcobaleno


Settante volte sette
i colori dell’arcobaleno
il grande uccello dalle ali iridate
sorvola il mondo
la luce nasconde le cose
e le rivela
con vibrazioni inusitate
inconcepibili cieli assorti
mari stridenti
abbaglianti di stupefatti cromatismi
imprevedibili spiagge variopinte
foreste oniriche
struggenti di molteplici tinte distaccate
inimmaginabili città variegate
la luce
meravigliata screziata
diversa paradossale
colpisce riflette riverbera scolpisce.

January 15, 2013

Stamattina silenzio




Non apriremo le finestre stamattina
silenzio intatto nella penombra delle stanze
miracolo a colazione

guarda
neve perfetta sul tavolo di cucina
il letto dei nostri sogni è candore stupefatto
pace bianca fiocca leggera sul grande divano
ricopre di magia scintillante
soprammobili libri quadri cuscini
lenta scende dal soffitto sul tappeto del salotto
nevica fitto
nello specchio dell’ingresso
si raddoppia lo sfarfallio cangiante
non c’è alito di vento
immobile il lampadario
ci aggiriamo nel freddo immacolato
i nostri passi lungo il corridoio
sono orme profonde.

January 14, 2013

Bogus


TAG

Si gonfiano le lettere
sul punto di scoppiare
deflagrerà
il muro di cemento
in mille schegge
esploderà finalmente
questa grigia prigione.

Autoaffermazione di indecifrabile identità
potenza di un nome.

January 13, 2013

Metafora


Un muro cieco
chiuso tamponato
un muro ferito
percorso da cicatrici crudeli
una metafora
come la distruggerò la supererò l’aggirerò?
mi serve il raggio puro dell’astrazione
intuizione senza immagine senza parola.

Ma la metafora è potente
là dove muore
ecco che un’altra fiorisce.


January 12, 2013

Salta


Salta
su un solo piede
salta ben attento
qualcosa di terribile accadrà
se calpesterai la connessura fra le pietre
che è famelica nera più profonda dell’inferno
salta e non fermarti
se col piede la toccherai
da dove sei venuto tornerai.

Salta
e guai
se l’altro piede appoggerai
il tempo sarà ghepardo dallo scatto felino
sarai vecchio in un momento
lento pachiderma sarà il tempo
resterai sempre bambino.

Salta
sul pavimento sconnesso
ma attento a quello che fai
un solo errore
e ogni pietra sarà specchio rotto
acqua senza fondo
labirinto senza uscita
sangue vertigine buio
sogno senza risveglio
pianto senza lacrime
muto urlo
paura senza nome.

Salta
ogni gioco è un rischio
la posta è la vita
giro giro tondo
casca il mondo
è arrivata la notte
ha divorato le stelle
il sole non c’è più
e tutti caschiam giù.

January 11, 2013

Colpa e perdono


Un piccolo paese
nella pioviggine padana
la chiesa fintogotica
il sagrato di mattoni sconnessi
chissà quante volte sono passata di qui
qualche matrimonio qualche battesimo
funerali novene rosari
festività gite parrocchiali
il santo patrono
la pesca di beneficenza
le campane
sono passata di qui senza vederla.

E dentro ci sarà odore di candele e di fiori appassiti
una via crucis gessosa
una madonna troppo azzurra
che schiaccia col piede il serpente aggrovigliato
ci sarà l’acquasantiera
alta quasi irraggiungibile
colma di fredda benedizione
da toccare con la punta delle dita
e i banchi di legno lucido
con i libretti in fila pagine sottili
canti preghiere liturgia
santini fioretti penitenze
i grani delle avemarie
nuvole d’incenso
i santi il diavolo il peccato
il catechismo l’offertorio
tintinnio di monete il pane e il vino
il pulpito l’omelia
il calice il messale l’ostia
il chierichetto che sembra un bambino
ma dev’essere molto speciale
perché sa quando suonare la campanella
e in fondo c’è il confessionale
densa oscurità dietro la grata
bisbigli e attididolore
parole senza volto che fluttuano
nel buio della colpa e del perdono
pizzi e candore sull’altare
e sopra il tabernacolo dorato
mistero della fede
incarnazione transustanziazione elevazione comunione
forse non ricordo bene le parole
le braccia levate verso il cielo il sacerdote
vestito di luce e di colori
viola penitente bianco d’avvento oro solenne
pronuncia formule incantesimi magie
che bel gioco era dio.

January 10, 2013

Un sogno in bianco e nero


Cammino nel mio sogno in bianco e nero
i colori esplodono di fuori
rosso verde per sempre perduti indifferenti
cammino nel mio paese che non è il mio paese
sbiadito come una vecchia cartolina
la chiesa galleggia in uno spazio spaesato
fra nuvole immobili e alberi grigi
le case sulla strada hanno volti ostili
tutto è stirato deformato straniante
cammino nel mio sogno
in luoghi che so di conoscere ma non riconosco
cammino racchiusa nel mio grumo di esistenza
dentro un corpo che non percepisco
e forse sono io
i miei passi si affrettano invano
stranamente legati impediti
non portano da nessuna parte
il tempo inciampa
in un muto rintocco di campana
non c’è nessuno
io cammino e tutto si allontana.