January 13, 2014

Il poeta insonne 3


Lunghi scalini cosparsi di cocci aguzzi e vetri taglienti. L’immagine è nata all’improvviso, dal buio della mia insonnia e ho subito capito che non l’avevo colta con la vista nei miei innumerevoli vagabondaggi per la Città.
No, questa immagine era frutto della mia fantasia o, forse, mi era inviata da qualcuno che voleva dirmi qualcosa: era un messaggio, una grande metafora
scendere salire
a piedi nudi
vetri taglienti
cocci aguzzi
e poi di nuovo scendere
e risalire
e ancora
e ancora
ogni volta qualcosa si rompe
si sgretola
si frantuma
in schegge di dolore
io tento di ricomporlo con dita tremanti, incapaci dita ferite, ignare, forse colpevoli.

January 11, 2014

La casa dell’artigiano


Abito nella vecchia casa dell’artigiano
lui non c’è più
da un pezzo se n’è andato
è rimasto l’odore del legno
il legno che lui con amore scolpiva
bambole stoviglie balocchi
volute e ghirigori
teste di angeli e fiori
è rimasta la sua gentilezza
dolce la sgorbia affondava
martello e scalpello
risuonavano allegri
creando bellezza
sono rimaste nell’aria
le sue canzoni a bocca chiusa
a forma di sorriso.

January 09, 2014

Folletti neri


Nel buio della mia anima
sei arrivato tu
e hai sguinzagliato nella notte
i tuoi piccoli indaffarati folletti neri
perché portassero via
tutti i miei divieti
malnati divieti
da sensi di colpa frustrazioni finti rimorsi.

Il sole oggi mi ha regalato
un mattino nuovo
posso sognare senza limiti
il bene e il male
così fatalmente dolorosi
non esistono più.

January 06, 2014

Non incontrarti


Ad ogni angolo di strada
spero di non incontrarti
instancabilmente
cammino e cammino
percorrendo tutte le vie
tutti i vicoli i viali le piazze
di questa immensa Città
non una ma cento mille volte
sempre sperando
di non incontrarti.

January 05, 2014

Il poeta insonne 2


Il cielo schiarisce, l’alba si avvicina.
Un’automobile passa, arriva sferragliando il primo tram, ma ancora il sonno non approda alla mia riva.
Abbaia un cane in lontananza, un merlo urbano canta alla luce, nel silenzio pallido galleggia una voce incomprensibile.
Il sogno vacilla, si compone e si spezza, si alza in volo e subito ricade pesante in mezzo ai frammenti di idee che l’insonnia ha seminato nel buio.
Rotolano pneumatici sulla strada, forse piove, anche il mio respiro fa rumore.
E finalmente si alza la serranda, ruvido suono amico di ruggine e metallo. Il mondo beatamente sprofonda.

January 04, 2014

Un sorriso vero


Se ne stava lì
ad aspettarmi
su un muro di cemento
fra mille e mille finti
appiccicati a facce senza espressione
l’ho trovato
e catturato in un clic
da tempo percorrevo la Città
l’obiettivo sempre pronto
lo cercavo fra la gente
che scende dai tram
cammina sui marciapiedi
esce dai negozi
torna dal lavoro
chiacchiera con gli amici
lo cercavo
fra i tavolini dei bar
sotto i portici affollati
nei parchi nei viali
cercavo un sorriso vero
bello
come una farfalla rara.

January 02, 2014

La casa della modella


Fra i muri della mia casa
io mi avvolgo di buio.

Da quando è giunto in questa Città
amo il Pittore
solo lui possiede la chiave
solo per lui voglio esistere
fra rossi velluti e candidi drappeggi
carne di latte e di sangue
la luce mi scivola addosso
e mi accarezza
pallida carne di rugiada e di nuvola
lui mi guarda con occhi trasparenti
tengo in mano un lucido pomo
un grappolo d’uva
un melograno
nastri colorati fra i capelli
il mio corpo è traslucida architettura perfetta
lui mi guarda e risveglia la mia anima
conchiglia a spirale avvolta su se stessa
vibra sulla tela la mia pelle
solo per lui palpita
brilla di bellezza.