April 30, 2012

Fortuna imperatrix mundi


Preghiera

Cieca Fortuna, io ti prego.
Sorte impenetrabile, sii a me benigna.

So la mia meta, inevitabile e misteriosa.
Ma tu fa’ che il percorso sia bello,
facile la strada,
lieve il peso dei ricordi
e dolce lasciarli andare sull’onda del tempo.

Che la fatica rechi il dono della saggezza
e il mio passo impari un ritmo e un equilibrio.
Sereno sia l’arrivo
e la perdita sia leggera.

Tingi di azzurro il nero che avanza,
canta per me parole d’amore,
dammi esperienza
se non puoi togliermi il dolore.

April 29, 2012

Zoologia fantastica


I tre Regni

Materia minerale
dura, lucida, liscia

Colore vegetale
bruno e verde
tronco e foglie
pianta rampicante
abbarbicata al muro

Forma animale
quadrupedi e uccelli
volute morbide di pelo
ali, proboscidi, colli sinuosi
fantastici animali
da bestiario medioevale
nei loro sei recinti quadrati
disposti a coppie
come sei semi
su una carta da gioco

April 28, 2012

Rosa Mystica


Nella penombra della navata
ruscella mormorante
il lungo mantra del salterio mariano

Rosa bianca
rosa d’argento
mistero gaudioso

L’aria di maggio profuma
la Dea azzurra galleggia
sulla dolce risacca della preghiera

Rosa rossa
rosa di sangue e di passione
mistero doloroso

Labbra sussurrano parole antiche
dita si intrecciano
scorrono i grani del rosario

Rosa d’oro
rosa splendente
mistero glorioso

Fra le ombre odorose d’incenso
si spengono le voci oranti
vacilla la fiamma dell’unico cero

Rosa di bronzo
fredda rosa senza spina
sulla porta misteriosa

April 27, 2012

Wealth Untold


Si è placato il ghibli turbinoso di sabbia.
La grande duna vagabonda
luccica di splendente aridità,
luminosa di giallo,
cupa di rosso,
grigioazzurra, pallida polvere di luna,
percorsa da misteriosi ghirigori,
forse tracce di serpente
o scherzi del vento
o sentieri di sogno.

Chi ha sognato il fresco rigoglio verde?
Chi ha perduto il meraviglioso gioiello di smeraldo?

April 26, 2012

Simboli




Scolpiti nel legno, nella pietra, nel marmo.
Colorati di luce nelle grandi vetrate e nei preziosi mosaici.
Miniati e dorati con accurata pazienza monastica
sulle spesse pagine di pergamena dei codici manoscritti.

Sigle, oggetti, vegetali, animali,
figure fantastiche o divine o grottesche.
Immagini
che intessono una trama di significati,
di avvenimenti forse accaduti forse sognati,
il tessuto variegato del Mito, della Religione, della Storia.

Con questa ragnatela sottile e impalpabile,
fatta di fili fragili e inconsistenti,
l’uomo cerca da sempre
di catturare l’insondabile mistero
che vibra nell’azzurro del cielo,
corre profumato nel vento,
palpita vivo nel velluto dei petali.

April 25, 2012

Onda sonora


I

Spumeggiante d’oro e d’argento
l’onda sonora trabocca dalle canne metalliche
e si spande per la navata.

Si frange sulle balaustre di marmo,
circonda di gorghi profondi le statue dei Santi,
spruzza le colonne di arcobaleni.

Stupore di Angeli,
misteriosa risacca sulle spiagge del tempo,
fragorosa preghiera.

Azzurra galleggia sottile,
come il canto dell’usignolo,
serpeggiante nastro turchino nel vento,
la voce implorante del violino.

II

Il suono del clarinetto è verde
e ha sapore di mela,
ora dolce e polposa, ora acidula e fresca.

Il violino vibra di azzurro
e sfiora il misterioso indaco,
la viola fa onore al suo nome,
violoncello e contrabbasso
dispiegano bruni velluti
cangianti di cupo amaranto.

L’oboe crea drappeggi
di seta arancione,
il flauto è puro cristallo,
trasparente e dissetante come acqua.

Le percussioni emanano sensazioni tattili
di morbida durezza,
che evocano le calde tonalità del legno
e il luccichio del metallo.

Il pianoforte gocciola argento e avorio
dalle ricche venature color crema,
dolci liquidi in coppe ambrate.

L’arpa intreccia traslucidi fili,
sottili come sogni di fata
su cui scivolano perle opalescenti.

L’armonica è una frangia leggera
cangiante e variegata
che l’aria fa danzare.

Risonante di echi d’oro antico,
ricca onda di fontana,
l’organo dalle mille canne
risveglia le ombre profumate d’incenso.
Sull’acqua limpida e fragorosa
galleggiano preghiere.

April 24, 2012

Terra



I

La casa ha il tetto spiovente.
Vicino c’è il pagliaio
e tutt’intorno svettano i pioppi.
I contadini sono affaccendati
e, in primo piano, c’è la mucca col suo vitellino.

Paesaggio di terra,
fatto di terra,
ha i colori dei vasti campi di terra nuda,
rossa bruna chiara,
dove scapigliate danzano le ombre delle nuvole
sospinte dal vento sulla grande pianura.

II

Terra nuda
terra d’ombra
terra bruciata
bruna, nera, lucida
chiara come sabbia
rosa come cipria
gialla e arancione, color dell’ocra
rossa come un campo da tennis
ricca e dorata
pallida e grigioazzurra, lunare
screziata dall’ombra delle nuvole.

Amo i colori della terra.

Intrisa d’acqua.
Spaccata in zolle,
sbriciolata e crepata dalla siccità.
Sgretolata da eoni di erosione,
fu parete vertiginosa di montagna,
fango vorticoso nella corrente del fiume,
fondale di tiepido mare primordiale,
calpestata da orme profonde di pachidermi,
verdeggiante di foreste senza fiori.

Grande Madre che nutre,
ventre di Dea gravido di frutti,
grembo buio di morte e di vita.

III

Il bimbo gioca con la terra,
si impiastriccia le mani,
prova ad assaggiarla.
La mamma lo sgrida,
la terra è sporca.

Sulle pagine del libro di Storia
si legge che nel passato
la maggior parte dell’umanità
viveva lavorando la terra.
Contadini, servi della gleba, coloni, mezzadri.
Dura fatica e miseria,
la terra è umile.

Terra, maiuscola.
Intorno lo spazio infinito,
che incessantemente si espande.
Galassie vorticanti.
Stelle a neutroni, buchi neri, supernove,
nane gialle e giganti rosse,
nebulose, asteroidi e comete.
In questo ineffabile mistero
fatto di vuoto e divorato dalla luce,
dove galleggiano materia e antimateria,
eccola là, un piccolo pianeta, il terzo dal Sole.
Rotazione e rivoluzione.
Ammantato di fluenti oceani blu,
verdebruno di terre emerse,
velato di aria azzurra
e turbinante di candidi vapori.
Ha un’aria amica, domestica, commovente.
Nel buio scintilla di grumi di luce.

È bella la Terra.

IV

Ribolliva rossa di magma incandescente,
svaporava sotto eoni di piogge incessanti,
cullava la vita in oceani sterminati.
Le immani onde pantalassiche
correvano a infrangersi senza sosta
sulle rive di Pangea.
Immense membrane di pterodattili
si stendevano in volo
su primordiali foreste di equiseti.
L’aria risuonava delle grida dei sauri
e l’uomo non c’era.
Non c’era la rosa a spargere profumo,
non c’era il merlo dal becco giallo,
né la dolce mela tentatrice.
Non c’era quello che non c’è ancora
e che io non so definire,
perché fa parte del mio futuro
e non so vederlo,
mentre tutto è già avvenuto, avviene e avverrà.

Il Tempo non esiste.
Il Tempo è movimento.