June 16, 2012

La favola del girasole


C’era una volta un girasole
fatto di plastica gialla e arancione.

Il girasole fece un sogno.
Sognò di essere in un luogo molto buio e molto morbido.
Tutt’intorno, e anche dentro di sé,
avvertiva strani fremiti, misteriosi e inquietanti.
Non avendo mai conosciuto nulla di simile,
inventò una parola nuova e li chiamò “Vita”.

Non riusciva a capire quale fosse la propria “forma”,
ma percepiva confusamente che essa si tras“formava”
in una successione di situazioni davvero poco chiare
a cui diede il nome di “Tempo”.

Inaspettatamente il buio finì!
E fu la luce!
Il Sole, il suo Dio, caldo e raggiante!
Non riusciva a distogliere da Lui il suo sguardo.
Per tutta la notte lo aspettava
e beveva con avidità le prime gocce di roseo liquore
che l’Alba spruzzava nel cielo d’Oriente.
Per tutto il giorno lo seguiva nel suo viaggio celeste
fino a vederlo, con cupa angoscia,
sprofondare oltre il cangiante orizzonte occidentale.
Si allungava in alto, sempre più in alto
per stargli più vicino!

E non era solo!
Poteva finalmente vedere la propria “forma”
replicata in mille e mille individui come lui.

Il Tempo passava.
A volte il grigio divorava il giallo e l’azzurro,
e quelli erano giorni davvero tristi.
La vampa infuocata del suo Dio d’oro e di fiamma
si temperava in un più blando tepore.
L’Alba dalle dita di rosa si faceva attendere
ogni giorno più a lungo.
E lui si sentiva stanco,
come se la Vita avesse un peso,
ne aveva accumulata tanta nei piccoli semi screziati
conficcati nella sua testa,
che il peso era diventato insopportabile.

E un giorno
il girasole sognò la Morte.
E fu davvero la più grande avventura
che gli fosse mai accaduta
in quella che lui aveva chiamato “Vita”...

June 15, 2012

Battaglia


Battaglia di sangue e di neve
ai quattro angoli del mondo.
Cerco un sostegno
un appiglio
qualcosa di saldo
che la mia mano tremante possa afferrare.
Forse non è che un’ombra
ma è l’apparenza l’unica certezza.

June 13, 2012

Ophrys bertolonii


La piccola anatra dalle ali di pallida porpora
strenuamente combatte
con l’insetto immane color della notte.

Immobile lotta
senza vittoria e senza sconfitta.

June 12, 2012

Oltre gli scalini


Oltre gli scalini
al di là della porta
dietro le finestre chiuse
fra questi muri di pietra
è prigioniero un frammento di spazio
che mi è precluso,
inaccessibile.

Posso immaginarlo
in mille modi diversi
e ancora in altri mille
ma non lo conoscerò
più di quanto io possa conoscere
l’abisso oceanico
il cuore bollente del vulcano
la superficie di Alpha Centauri
il cupo ventre di un buco nero
il groviglio di vuoti labirinti frenetici
nel microcosmo della materia
il mondo segreto che si nasconde dentro di me
in quello che io chiamo il mio corpo.

June 11, 2012

Viole (del pensiero)


Visetti impertinenti
di fate birichine
curiose e un po’ pettegole.

Che cosa guardano?
Nel cupo velluto bluviola
risplende un piccolo sorriso giallo
che è stupore e meraviglia.

A cosa pensano
le viole del pensiero?

June 10, 2012

Tatto


Non voglio descrivere il rosso e il grigio
l’ovale e il rettangolare
il chiaro e lo scuro.

Voglio che sia la mia pelle
a indovinare
a suggerire
il freddo del metallo
che risuona vuoto al tocco della mano
non liscio
satinato di vernice spatolata
percorso da ruvide e scabre vene di ruggine.

Voglio toccare
la grana sottile e tagliente del cemento
e quella misteriosamente plasmata
e levigata
sempre diversa
delle pietre che raccontano lunghi paesaggi geologici.

Voglio sentire fra le dita
le minuscole asperità vetrose dei mattoni
le connessure e le crepe
e trovare piccoli tesori
una ragnatela impalpabile
un fragile frammento di foglia
l’ala sottile di una falena
polvere
granulosa come zucchero
fine come cipria.

June 09, 2012

Geroglifico


Quello che resta
è simulacro di vita
dendritica parvenza di rami
vene asciutte sulla vecchia pelle del muro.

Il significato
è nel geroglifico.