January 13, 2012

In her own sweet world



Waltz for Debby

A lungo se ne stava fermo, sulla soglia, a contemplarla.

Nel silenzio vibrante di una musica che solo lei udiva, spirali luminose di capelli scompigliavano miriadi di pagliuzze d’oro, prigioniere in un raggio di sole.
Il vestitino, allargato e teso nella danza, vorticava come una trottola: colori confusi, colori brillanti... clown e pupazzi, immobili occhi di bambole, rapiti e fissi in quel dolce mondo di fiaba, dove la bella fanciulla e il suo principe ballano e ballano per sempre...

Dal mio posto, fra un carillon a forma di cuore e il più strano degli scacciaspiriti, fatto con le stringhe delle scarpe, potevo vederlo.

A lungo se ne stava a guardare la sua bambina, fermo, più fermo dei peluche allineati in bell’ordine, più fermo delle bambole, immobilizzate nei loro atteggiamenti stereotipati.
Prigioniero di una fragile magia, tratteneva il respiro... sulla sottilissima pelle di sapone della bolla, vorticoso e colorato, gira e gira un universo effimero: nuvole e alberi, cielo e terra... fra un attimo si dissolverà in uno spruzzo di minuscole gocce...
Quasi non batteva palpebra, il filo impalpabile ma tenace dello sguardo a trattenere l’incantesimo.
Ritrovava ad un tratto, mai dimenticato, il sapore inconfondibile della propria infanzia, zucchero e panna, subito variegato dal dolceamaro di una vaga malinconia.
I suoi ricordi di bambino, non poi così lontani, brillavano vividi e luminosi, come frammenti di uno specchio rotto.
...il passato...

E poi, improvviso, un fuoco d’artificio chiaro e luminoso, il frizzo indistinto della speranza: sua figlia diventerà grande, vivrà la sua vita, realizzerà i suoi sogni...
...il futuro... non poi così lontano!

Il Tempo!
Quante cose mi ha portato via!
Il mio bel color porpora, che risaltava vivace fra le Barbie in bluejeans e i pagliacci ridenti.
La mia piccola principessa e il suo mondo di giochi e fiabe inventate... scambiato con una solida e responsabile vita di adulta!

Fuori piove.
E io non sono che un vecchio, stupido orso polveroso...

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